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Paola Massoni: l’opera lirica diventa pop

di Marco Vittoria 

Esce “Alkemèlia” il nuovo disco di Paola Massoni. In rete il video ufficiale di “Io credo in te”

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Canzone lirica, canzone dalle forme classiche, canzone di grande spiritualità che non si fermano alla didattica delle antiche scuole ma cercano la contaminazione verso i più attuali colori dell’estetica discografica. Cantante lirica, interprete di grande successo, scrittrice e tanto altro ancora: Paola Massoni approda al suo primo disco di inediti pubblicato dalla RadiciMusic Records e disponibile anche in una preziosa edizione limitata con grafiche di prezioso artigianato. Un disco lungo di brani che accolgono l’abbraccio lirico e la postura colta ma che si sporgono quanto basta alle tendenze pop main stream. E il singolo di lancio, “Io credo in te” fa mostra di tutto questo adempiendo anche alla celebrazione dello spirito che è una chiave importante per l’opera della Massoni. La mitologia di Mèlia, figura inventata e conseguente a tutta una mitologia ampiamente accolta e studiata dall’artista toscana. A questo si legano in modo indissolubile un’opera teatrale (di cui il disco raccoglie le musiche inedite) e un libro che ne raccoglie i testi. Orme profonde, di cultura e di bel canto, di fantasia e profonda spiritualità.

Lirica e Pop ma anche elettronica. Come ti sei sentita nel “violentare” la tradizione?

Sinceramente non ho avuto la sensazione di “violentare” la tradizione, anche perché la violenza è un atto in cui uno agisce e l’altro subisce, ma nel mio caso ho scritto qualcosa che mi appartiene e che è una sintesi naturale del mio percorso in cui ho cercato, è vero, di unire sì mondi diversi, ma in un’epoca in cui la contaminazione è da tempo abbastanza frequente. Ho cercato di farlo in modo originale, diverso da altri, ma questo perché non stata fedele alla mia creatività e questo credo che, al di là dei gusti, sia un fattore positivo.

Quanti puristi hai avuto contro? In ambiti così alti della cultura tradizionale penso sempre ci sia una grande diffidenza contro le variazioni… No?

Se ti riferisci ai critici della musica classica devo dire che coloro che si sono pronunciati si sono dimostrati piacevolmente meravigliati del risultato, tra questi mi riferisco ad esempio al musicologo Renzo Cresti autore del volume “Musica Presente” e socio della Società Italiana della Musica Contemporanea il quale ha definito la mia musica “una musica in uscita inclusiva, aperta”. Altri puristi non si sono pronunciati, probabilmente c’è un po’ di diffidenza verso una cantante, pianista, cantautrice.

Elettronica… Come ti sei rapportata e come ti sei trovata con questo elemento davvero lontano dalle abitudini classiche?

Alla grande. Mi piace mescolare, mischiare, sperimentare. Probabilmente in un’altra vita ero un’alchimista.

Col senno di poi… Questi brani somigliano all’idea che avevi, alle visioni e alle sensazioni che avevi?

Alcuni sì, altri meno, non è semplice dare fedele concretezza alle idee e alle visioni. In generale il progetto ha una sua personalità e identità artistica e questo credo sia abbastanza evidente. So che il mio percorso non è finito, sono in cammino e vorrei andare oltre, ma Alkemèlia è una tappa importante.

Mèlia è una tua invenzione…? Perché il bisogno di generare una mitologia?

Sì, avevo bisogno di un personaggio altro da me, che avesse poteri superiori a quelli umani e anche il coraggio di esporsi, di portare messaggi lungimiranti e anche un po’ ribelle. Un personaggio avventuroso, visionario, amante della natura, del bello, dell’arte, del canto e della dolcezza. In una parola: Mèlia.

https://www.youtube.com/watch?v=JO6WsPrEmVI

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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