DEL CHICCA orizzontale

Gianluca Del Chicca: un romanzo che corre all’indietro

Intervista a Gianluca Del Chicca: leggendo “Quel dolorino in basso a sinistra”

Ho letto con divertimento e leggerezza il gustosissimo romanzo di Gianluca Del Chicca titolato “Quel dolorino in basso a sinistra” pubblicato di Biblioteka Edizioni. Lui toscano e ora inglese di adozione. Un romanzo, un’autobiografia ma anche un modo per rivedere la propria vita edulcorandone alcuni tratti e per romanzarne degli altri… restando perennemente in un equilibrio che farà sicuramente i conti con la propria verità ma che, al lettore esterno, restituisce un senso di pulizia spirituale, di sincerità e, soprattutto, di normalità. Del Chicca fa il computo di vita accaduta fino a questo momento, parlando di un non identificato protagonista (ergo sia un suo alter ego fatto ad immagine e somiglianza) ripercorrendo così ciò che è stato fino al giorno di quella prima pagina del romanzo. Ed è proprio correndo all’indietro, capitolo dopo capitolo, che il lettore ricostruisce i fili che tengono in piedi la storia di una vita che arriverà a somigliare alla vita di tanti di noi… Difficile poi addentrarsi nella trama senza rischiare di lasciare anticipazioni succulente, trama che diviene soggettiva e ricca di spunti per fare anche un’analisi del proprio vissuto. Resta una scrittura godibile, non troppo emancipata, assolutamente pop che scorre senza inibizioni, con pudore e dinamica senza mai annoiare… frizzante quanto basta ma mai elettrica. Sono 130 pagine, dunque un racconto lungo che lascia dentro una scia di romantica nostalgia per il tempo che sta scorrendo e che troppo spesso ignoriamo. Gianluca Del Chicca si è fermato un giorno e ha fatto di conto…

LIBRO DEL CHICCA

Da cosa nasce l’esigenza di un romanzo che come questo cerca di osservare il proprio passato? Non sei in cerca di grandi misteri o di grandi dubbi irrisolti… eppure c’è un carico emotivo non indifferente…
La stesura di questo romanzo è iniziata esclusivamente per fini personali, non avevo mire di pubblicazione né sapevo dove avrebbe portato lo scrivere le prime righe. Il mio obiettivo quindi non era certamente risolvere misteri o dubbi esistenziali, come si evince dal testo sono sempre stato piuttosto pragmatico, ripercorrere certe scelte e rivivere certe situazioni a distanza di anni e in maniera più distaccata è stato quello che invece mi ero prefisso, cercando di ripercorrere la strada che mi aveva portato in una taverna londinese. Per forza di cose non sempre sono riuscito a rimanere distaccato, a volte i ricordi riaffioravano con un po’ di nostalgia, occasioni perse, scelte sbagliate e rimorsi si mescolavano a risate e aneddoti, lasciandomi davvero schiacciato da un carico emotivo non indifferente, con quello che sarebbe potuto essere ma non è stato sullo sfondo del presente…

Simpatica curiosità: esiste davvero questo dolorino in basso a sinistra?
Esiste ed è pure sempre all’erta!!
Saranno passati più o meno una ventina d’anni da quando sentii la fitta iniziale, le prime tensioni, i primi problemi da affrontare ed ecco che il mio colon nella sua parte sinistra cominciò a farmi male, e da allora non ha più smesso; qualsiasi pensiero, scadenza e stress si ripercuotono su quella parte del mio corpo attraverso un dolore intermittente, e finchè la causa scatenante non si esaurisce basta che ci pensi ed ecco che il dolorino sopraggiunge. In pratica somatizzo l’ansia nella parte in basso a sinistra del mio colon appunto, e il dolorino è ormai diventato la percezione di un problema in atto o in arrivo e parte integrante del mio essere, oltre che il titolo della mia prima raccolta di poesie e del romanzo.

La vita… a riguardarla, romanzandola anche un poco (immagino io…) è stata rivelatrice di qualcosa di te che prima non conoscevi?
È stato un bell’esercizio la stesura di questo libro, creativo ovviamente perchè quello rimane il motivo principale, la volontà che avevo già da un po’ di tempo di scrivere il mio primo romanzo, ma anche introspettivo, capire qualcosa in più di me stesso e rivedere con più equilibrio certe scelte e valutarle con un diverso livello di maturità. Essendo un libro essenzialmente autobiografico i fatti narrati sono per lo più aderenti alla realtà, non poteva però mancare un po’ di fiction, nella narrazione di certi accadimenti a volte il romanzato ha preso il sopravvento, ma non è successo poi così spesso. Non ci sono state particolari rivelazioni a dire il vero, più l’emersione del ricordo di emozioni passate, la consapevolezza del tempo che passa e di certi rimpianti per scelte sbagliate, ecco, la presa di coscienza di certi errori è forse ciò che posso dire mi è stato rivelato da questa storia al contrario, ma anche la consapevolezza che ne ho viste e passate di belle!!

Oggi ti senti scrittore o semplice cronista di te stesso?
Quesito di non facile risposta, sono cresciuto scrivendo poesie e successivamente ho virato verso la narrativa, scrivendo racconti all’inizio e poi questo romanzo. Mi ha preso diversi anni quest’opera, ripresa e rilasciata a più riprese, per mancanza d’ispirazione a volte o per insoddisfazione altre, forse perchè appunto essere cronista di me stesso non mi è risultato semplice, ma è quello che sono stato in effetti, un cronista di quello che mi era successo lungo il cammino di un pezzo di vita. Oggi le cose sono differenti, ho ripreso a scrivere un po’ di poesia e ho in cantiere un secondo libro, ancora in stato embrionale ma che non rappresenta solo una cronaca delle mie esperienze; se ciò mi faccia sentire scrittore non posso dirlo con sicurezza, però scrivere certamente mi fa sentire più completo, mi emoziona e spero possa emozionare coloro che leggono le mie cose.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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