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Miza Mayi: l’esordio è “STAGES OF A GROWING FLOWER”

Esce “STAGES OF A GROWING FLOWER” il primo disco ufficiale di Miza Mayi. In rete il bellissimo video di “Flowers”

Un disco davvero interessante, dal suono internazionale che prende spunto dalle grandi scuole del new soul e del pop digitale. La voce sicura della cantante afro-italiana Miza Mayi questa volta si misura con il suo primo disco da cantautrice: ed è un confessarsi, un raccogliere se stessa, un giocare con le melodie e farsi leggera di pop come nella chiusa “Tom Tom Town” oppure davvero reggere un paragone con illustre voci colleghe su brani speciali come “Walk Away”. Un bellissimo lavoro che dimostra quanto altro esiste nella musica italiana di oggi.

Miza cover album

Un esordio di carattere internazionale. Come ha avuto luogo questa produzione, da dove nascono le scelte artistiche?
Il disco è stato prodotto dal pianista Eros Cristiani e dalla sassofonista Jessica Cochis, loro si sono dedicati principalmente alla composizione e agli arrangiamenti. Abbiamo fatto una selezione tra vari brani che avevo scritto e composto ed abbiamo integrato con altri brani che avevano bisogno di essere completati dal punto di vista melodico e testuale. Mi sono così occupata della scrittura dei testi e della creazione delle melodie. I primissimi brani li avevo scritti in italiano ma ci siamo accorti che in inglese i brani rendevano di più dal punto di vita stilistico ed emotivo, da quel momento ho scritto soltanto brani in inglese. Il lavoro più complesso è stato fatto però in studio, ogni brano ha uno stile diverso, un colore, un’attitudine diversa perciò ci siamo divertiti a sperimentare. Abbiamo utilizzato un sax soprano preparato per il singolo “Flowers”; in “Waters” abbiamo registrato la parte ritmica partendo dal suono di una penna a scatto; “The Third Way” è un brano anti blues, è in tonalità maggiore ma nell’introduzione lo canto come se fosse in minore; in Kundalini Love Nicolò Oliva ha utilizzato una chitarra dobro che dona al brano una connotazione molto mistica. Tutte le scelte artistiche sono state fatte in squadra.

La collaborazione con Jessica Cochis: una scelta ponderata, una scelta di suono, una complicità che deriva da altro… cosa?
Jessica è come una sorella, ci siamo conosciute per caso durante un lavoro e da quel momento siamo sempre rimaste in contatto, da quando abbiamo deciso di lavorare insieme abbiamo instaurato una collaborazione molto intensa. Nel nostro ambiente è difficile trovare un’affinità tutta al femminile, si passano molte ore insieme tra musica, viaggi, prove, riuscire ad instaurare un rapporto che vada oltre la competizione e l’invidia è rarissimo. Siamo sulla stessa linea d’onda, ci si comprende, ci si riconosce e ci si rispetta. E’ un rapporto di amicizia raro.

Dal vivo Miza Mayi: come suona questo disco sul palco? Soprattutto in questo scenario di grossa crisi…
Io mi sono stancata di parlare di crisi, tutto si evolve e cambia forma, abbiamo la capacità di adattarci all’ambiente e trovare una collocazione adatta alle nostre capacità. Dal vivo abbiamo una band composta da ottimi musicisti, oltre a Jessica ed Eros abbiamo Eugenio Mori alla batteria e Lele Garro. Suoniamo in vari locali di musica dal vivo della scena milanese, pavese, bresciana e torinese e vi invito a venire a sentirci dal vivo, solo dall’esterno si può giudicare. Io porto la mia storia, la mia esperienza, i miei racconti e li trasformo in emozioni ed onde sonore, è un viaggio mistico, catartico, delicato ma anche dirompente.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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