mia_martini_04

“Io sono Mia”: la storia di Mia Martini sul grande e piccolo schermo

“Sai, la gente è strana, prima si odia e poi si ama. Cambia idea improvvisamente…”

È proprio vero che alcune persone entrano con prepotenza dentro al cuore e continuano a far parte della tua vita per sempre, anche quando non ci sono più. Continuano a vivere attraverso il ricordo ed attraverso tutto quello che di bello hanno lasciato, continuando a dare valore a tutto quello che rimane. Ci sono artisti con una sensibilità indiscussa e che, hanno saputo esprimere lo spirito del proprio tempo. Tra questi artiste ma soprattutto tra queste persone c’è Mia Martini, pseudonimo di Domenica Rita Adriana Bertè, detta Mimì. Un’artista dalla voce unica, con un’esperienza umana scandita da grandi successi e un privato denso di emozioni, sempre in bilico tra crisi esistenziali e traguardi professionali. Negli anni si è parlato tanto di lei, soprattutto per i capolavori musicali che ci fanno ancora sognare. Canzoni che continueranno a suonare nella vita di ognuno di noi, facendola vivere ancora e ancora. La sua storia e il racconto del pregiudizio che ha deviato il corso della sua vita arrivano in anteprima al cinema solo per tre giorni per un evento unico, dedicato a tutti coloro che hanno amato la sua voce e prossimamente sarà su Rai uno, in prima serata. Il film “Io sono Mia” è prodotto da Eliseo Fiction in collaborazione con Rai Fiction. La regia è di Riccardo Donna e distribuito da Nexo Digital con imedia partner Radio Deejay, Mymovies.it, Rockol.it e Onstage. Interpretato da Serena Rossi nel difficile ruolo di Mia Martini, il film si apre a Sanremo, nel 1989, quando un’esile figura femminile percorre i corridoi che portano al palco del teatro Ariston. È Mia Martini al suo rientro sulle scene dopo anni di abbandono. Mimì, in una serrata intervista con Sandra (Lucia Mascino), una giornalista che in realtà a Sanremo vorrebbe incontrare Ray Charles e che considera Mia Martini solo un ripiego, ripercorre la sua vita. Inizi complicati, ostacoli di ogni genere: il suo rapporto con il padre che, pur amandola, la ostacola fino a farle male; una storia d’amore che la travolge segnando il suo destino sentimentale; il marchio infamante che le si attacca addosso come la peste, condizionando la sua carriera con alti e bassi vertiginosi. Il buio più totale, fino alla nuova dimensione di vita più pacificata. “Io sono Mia” è la storia di un’artista unica dalla voce inimitabile. Semplicemente la storia di una donna appassionata che ha amato fino in fondo con ogni fibra del suo essere e singola ogni nota che continua ad appartenerle, oltre il tempo e le distanze. «L’idea di fare un film su mia sorella, Mia Martini, è stata mia – dichiara Ledà Bertè, la sorella maggiore – Tre o quattro anni fa ho incontrato Luca Barbareschi, che ora ha prodotto il film “Io sono Mia”. Gli ho consegnato un progetto per fare qualcosa su Mimì – continua – Tant’è vero che avevo già scritto tutta la storia dei Bertè e avevo depositato alla Siae il fascicolo. Eppure, nonostante questo, non sono stata interpellata per la sceneggiatura, a differenza delle mie sorelle Loredana e Olivia». Leda Bertè dichiara di non aver apprezzato il film proiettato in anteprima al cinema e che presto potremo guardare su Rai uno: «Sono convinta che questo film non rispecchi la verità sulla vita della mia famiglia e di Mimì. E poi ho intravisto la ragazza che la interpreta, Serena Rossi. Sarà pure brava a cantare, ma non ha niente a che vedere con Mia Martini». “Io sono Mia” verrà presentato sul palco dell’Ariston, in occasione del Festival di Sanremo, ma Leda Bertè ha qualcosa da dire anche al direttore artistico Claudio Baglioni: «Durante l’ultimo Sanremo non ha neanche consegnato il premio Mia Martini sul palco, l’ha fatto passare sotto silenzio: queste cose non si fanno. Quel premio è stato istituito proprio per dare risalto alla memoria di Mimì e chi conduce il Festival ha il dovere di parlarne».