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Francesco Camin: un disco ecologico

Esce “Palindromi”: Francesco Camin pubblica un disco bucolico. In rete il video di “Tartarughe”

Il cantautore trentino Francesco Camin esce con un disco dal titolo “Palindromi”, lavoro decisamente interessante che coniuga a se uno sguardo critico e poetico sulla vita di tutti i giorni con un elemento che torna in vari aspetti: l’ecologia, l’ambienta, l’amore per la natura ed in particolare per gli alberi. Un disco realizzato con materiali riciclabili, che nel suono è attualità digitale con una voce liquida che si appoggia e disegna melodie che forse ancora devono trovare la strada della piena maturità ma che già da subito si giocano soluzioni per niente scontate.C’è tanta autocritica e analisi di se, un disco forse più intimo e personale di quel che l’estetica lascia trasparire. Tra tutte sottolineo “Dovrei”, che sa come lasciare messaggi definitivi come inno alla vita quotidiana. Una bella chiacchierata per gli amici di Ventonuovo:

Il mondo digitale. Una moda da seguire, un bisogno o un gusto?
Non so se ti riferisci al mondo digitale in senso sonoro, oppure al mondo digitale legato alla fruizione di musica (streaming, mp3 ecc ecc…), quindi cercherò di rispondere brevemente per entrambe le ipotesi. Dal punto di vista sonoro, le influenze “digitali/elettroniche” mi piacciono molto, sempre se mescolate con i suoni acustici. È un po’ quello che abbiamo fatto con Palindromi, che ha un sound in molti casi folkeggiante ma con chiare ambientazioni che sfociano nell’elettronico o comunque nelle sonorità un po’ nordiche nello stile Bon Iver, Sigur Ros e compagnia bella. Si tratta perlopiù di gusto, adoro quei mondi sonori.
Per quanto riguarda invece la distribuzione digitale, penso sia una cosa molto bella. Chiunque può ascoltare le tue canzoni e chiunque potenzialmente può scoprire la tua musica. Si sta andando verso una distinzione sempre più netta tra analogico e digitale, si arriverà con tutte le probabilità all’estinzione del supporto CD in favore dell’analogico per antonomasia, il disco in vinile, mentre dall’altra parte si arriverà al digitale per antonomasia, la musica in streaming.
A me piace questa prospettiva.

Ci piace sottolineare questo legame che hai con il mondo degli alberi. Un disco peraltro prodotto con materiali ecologici. Ce ne parli?
Amo gli alberi. Sono una manifestazione di quella coscienza divina, in cui tutti siamo immersi, meravigliosa e densa di insegnamenti e significati nascosti.
O meglio, nascosti solo perchè i nostri occhi sono pigri e i nostri cuori assopiti. Ho aperto un blog e un videoblog (www.francescocamin.com) in cui racconto i giganti verdi guardandoli da un punto di vista diverso dal solito e cercando dei parallelismi con le nostre vite umane, insomma sono un po’ fissato con la loro bellezza! Tutto questo deriva dal fatto che sono nato e cresciuto in Trentino, in mezzo ai boschi e alle montagne, e da un percorso di studi che mi ha visto sempre a contatto con la natura, che si è concluso con una laurea magistrale in Scienze Forestali e Ambientali. Con questo disco ho voluto fondere le mie due passioni, musica e natura: concretamente con una percentuale dei guadagni provenienti dalle mia canzoni pianto alberi nelle aree desertiche dell’Africa e del Sud America provando a dare il mio contributo alla riforestazione della nostra Terra, inoltre all’interno dell’album c’è un disco che germoglia davvero se messo sottoterra! 😀

E se vogliamo anche il singolo come in tanti altri momento del disco c’è l’immaginario di un mondo che torna ad una dimensione bucolica e non “burocratica”. Cioè via gli uomini (che io intendo come artificio industriale) e via libera al mondo con la sua natura. Al di la della fantasia che grande significato c’è alla base?
Il significato che mi piace dare a questi miei trip mentali è molto semplice: l’uomo è schiavo di se stesso, del suo egocentrismo sfrenato, insomma ce la tiriamo troppo. Ma siete davvero sicuri che a comandare sia la nostra razza?

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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