TRE_8412

HORUS BLACK: dall’America degli anni ’50 ad oggi

Esordio americano per il cantautore ligure Horus Black: in rete il video ufficiale

Si intitola “Simply” il primo disco di Riccardo Sechi che in arte conosciamo come HORUS BLACK: l’immaginario è forte, indiscutibilmente forte. Ci ritroviamo tra le trame alla Elvis, nel noir di Tarantino e nel Gospel dei neri di pelle. Anima Soul e vene di Blues in un disco rock’n’roll patinato dalle organze digitali. Datevi un occhio al video di lancio del singolo “We are alone tonight”, date un occhio all’immaginario non solo del vestito di scena quanto al quel certo modo di vivere il personaggio che, dai suoi pochissimi 19 anni, sembra già maturo di consapevolezza e contaminazione. Una ricetta vincente che ci piaceva sottolineare. Qualche bella domanda per gli amici di Ventonuovo:

Figlio d’arte in qualche misura. Eppure Horus Black proviene da una radice piuttosto classica. Di certo niente di simile o sbaglio? Come accade la rivoluzione in età peraltro così giovane?
In realtà alcuni leggeri elementi provenienti dalla classica ci sono, ovviamente poi il disco è di tutt’altro genere. La rivoluzione è dovuta all’incontro con Elvis.

Parliamo di omaggi. Come mai in un disco di questo calibro non ci sono grandissimi omaggi alla tradizione?
Gli omaggi sono alla tradizione americana, poiché questa è la musica che personalmente ascolto e da cui conseguentemente sono influenzato.

“Simply” per te cosa rappresenta? In questo periodo di crisi, a 19 anni, cosa significare fare un disco?
Personalmente rappresenta l’inizio di qualcosa che spero andrà avanti per molto tempo.
A 19 anni, come in realtà penso a tutte le età, fare un disco significa comunicare agli altri i tuoi sentimenti mediante la musica.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookGoogle Plus