COMELINCHIOSTRO 1

COMELINCHIOSTRO: un esordio di visioni e di futuro

Il primo disco di COMELINCHIOSTRO si intitola “Di che cosa hai paura?”. In rete il video ufficiale.

Dal Montefeltro arriva la psichedelia fiabesca del futuro digitale suonato e cantato da Giorgio Bravi che in arte si presenta con lo pseudonimo di COMELINCHIOSTRO. Un disco che vi preannuncio difficile e non immediato ma ricco di scena e di immagini. Un lavoro prezioso che sfida il mercato e le leggi della banale immediatezza. Si fa carico di una ricerca poetica affidando all’inchiostro come oggetto e come simbolo la descrizione della sua vita, vissuta e pensata. In rete il video ufficiale del singolo “Facile”: l’esortazione al viaggio come scoperta di se e dell’altro, senza consumarsi nella fretta di passarci piuttosto nella pazienza di esserci.

Una canzone d’autore che cita a pieno la “Psichedelia fiabesca” di un certo periodo italiano. Nello specifico da dove arriva la musica di COMELINCHIOSTRO?
Dal cuore, dal desiderio di condividere le mie paure, i miei dubbi e le mie riflessioni. Dalla consapevolezza che è dal confronto che si cresce e che insieme è meglio che soli. La musica è il mio modo di appartenere al mondo in un certo senso, il mio modo di appartenere alla razza umana. Penso che ognuno di noi debba trovare il suo modo per farlo ma è fondamentale che si torni a ragionare in collettivo, che si torni a dare un senso ad una parola che ogni giorno si svuota un po’ di più del suo significato: società. In questo trovo molta affinità (non necessariamente nei contenuti ma di certo negli intenti) con l’arte Psichedelica.

E poi ci incuriosisce questo nome d’arte… cos’è per te l’inchiostro?
La realtà da cui vengo e a cui appartengo: forse un po’ anacronistica ma per me affascinante, del calamaio, dell’inchiostro di china, dei fogli ruvidi e degli acquerelli, della graffite che “graffia” il foglio e del profumo dei libri. L’altro elemento che lega questo progetto all’inchiostro è quello a cui sono più legato e in definitiva è quello per cui ho scelto il nome di Comelinchiostro: mia nonna, si chiamava Caterina ma tutti la chiamavamo China, come l’inchiostro appunto (che strana la vita). Ho preso in prestito un aforisma per la mia pagina Facebook: nessun fiocco di neve cade per caso ..
Ogni giorno che passa credo un po’ di più a questa cosa.

Eppure invece dell’inchiostro, la musica di Giorgio Bravi è molto digitale. Un pennello mosso dal mouse…
Non direi, preferisco pensare che il pennello segua il ritmo di una musica che in parte è digitale perché guarda al futuro (non bisogna mai smettere di guardare avanti) ma in parte no (perché non bisogna neanche mai smettere di ricordarci da dove veniamo); una sorta di dialogo tra il signor “quello che è stato” e il signor “quello che sarà” .. perché dobbiamo cercare di vivere nel presente ma con la consapevolezza di quello che siamo e la voglia di andare sempre avanti.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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