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Marco Rò: solitudini di un viaggio pop

Il nuovo disco di Marco Rò si intitola “A un passo da qui”. In rete anche il video di “Dune”, colonna sonora del cortometraggio “Matrimonio Siriano”

Un disco di sano pop italiano, canzone d’autore pulita ed attuale, con lunghissime contaminazioni che prendono spunto dal resto del mondo. E non a caso forse il brano che più colpisce è proprio quella che citavamo nel sottotitolo: “Dune”, divenuta anche la colonna sonora del cortometraggio dal titolo “Matrimonio Siriano”. Ebbene Marco Rò torna con un disco dal titolo “A un passo da qui”, un lavoro importante ancor prima d’essere bello. Importante per la sua genesi, la sua storia, le sue radici. In coppia con la giornalista Laura Tangherlini e conducendo per mano un reportage sul dramma dei profughi siriani, il cantautore romano ci regala un disco intenso e personale per quanto i testi affrontino il lato esterno della vita. Un disco assai personale e biografico per quanto siano sempre (o quasi sempre) gli altri i soggetti da narrare. Ci sono variazioni sul tema del pop che sfociano in terre antiche d’America, ci sono momenti corali che ci portano a spasso per territori indiani e spiritualità eremitiche. Un disco che mi lascia molto la sensazione di una solitudine ricercata per crescere nel proprio pensiero per quanto il disco sfoggia in più punti quella matrice di sano pop italiano. La grinta e la semplicità di un singolo come “Mosca mon amour” davvero sembrano non appartenere a quanto precede.

Marco Rò e Laura Tangherini. “A un passo da qui” nasce da questa collaborazione o l’incontro è avvenuto strada facendo? In altre parole: è nato prima l’uovo o prima la gallina?
Il progetto “A un passo da qui” nasce dall’esigenza di dare concretezza ad un’idea di fondo di cui Laura mi parlò in occasione della realizzazione del suo secondo libro “Libano nel baratro della crisi siriana”. Mi fece notare come spesso risultasse difficile arrivare direttamente alla gente per far capire la portata del dramma che i profughi del conflitto siriano stavano affrontando, avvolto all’epoca da un assordante silenzio della maggior parte dei media. Così, colpito dalla testimonianza di Reema, bambina profuga siriana, raccolta nel libro di Laura, scrissi “A un passo da qui”, la canzone che poi ha dato il nome al progetto, e ora, al mio nuovo disco. Il resto è venuto da sé.

Sempre di più oggi la canzone d’autore pop si colora di suoni digitali. E questo anche nel tuo caso. Come mai secondo te?
Nel 2011 pubblicai un disco che si intitola “Un mondo digitale”, in cui parlavo dell’impatto che le nuove tecnologie hanno sulla vita di ogni giorno. Questo vale anche nella musica, e se anche ritengo che il mio disco sia in realtà molto più “suonato” rispetto a ciò che si sente solitamente nel pop, in effetti non ci trovo nulla di male. Naturalmente, laddove l’elettronica sia utilizzata con gusto e sia a servizio dell’arte.

In rete alcuni video ufficiali. Che poi di “Dune” esiste un vero documentario. Dove possiamo trovarlo?
Il videoclip del singolo “Dune” è stato pubblicato su youtube in concomitanza con l’uscita dell’album “A un passo da qui”, in tutte le piattaforme digitali dal 20 di settembre. Dune è però anche la colonna sonora del documentario che fa parte del cofanetto “Matrimonio siriano” di Laura Tangherini, che è già nelle librerie e che stiamo presentando in giro per l’Italia. Il ricavato dei diritti d’autore servirà a finanziare progetti di Terre des Hommes a favore dei siriani.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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