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Marco Cantini. Dedica ad un’Italia che ancora lottava…

All’indomani del crollo sociale alle votazioni per il referendum, direi che ascoltare il nuovo disco di Marco Cantini è salvifico da una parte e allo stesso tempo motivo di vergogna. Un’Italia che per la maggior parte dei suoi elettori si è astenuta dall’esprimere voti e decisioni, qualunque esse siano, è ben lontana dall’Italia che scendeva in piazza per lottare e che è racchiusa tra le pagine di storia degli anni ’70 e non solo…

la stessa che Cantini narra cantando in strofe e in note in un bestiario rivoluzionario, prendendo per mano le gesta, i sapori, gli avvenimenti e tutta la storia umana, artistica e professionale di una Bologna e dei suoi studenti, dei moti rivoluzionari che al tempo si facevano a costo della propria vita con le pietre per le strade piuttosto che comodamente seduti davanti un social network di realtà virtuale. Il disco di Marco Cantini si intitola “Siamo noi quelli che aspettavamo”, sono 15 inediti in studio ricchi di grandi e numerose collaborazioni, prodotto dall’artista fiorentino Gianfilippo Boni. Cantini narra in una canzone d’autore antica ed impegnata quel che accadeva alla politica, alla società, ai ragazzi e alla classe operaia che scendeva in strada e che si macchiava d’arte e di imprese…parla dei “Cinque ragazzi” nell’omonimo brano che canta assieme ad Enriquez (bandabardò) e Luca Lanzi (Casa del vento) – tanto per citare alcune delle numerose collaborazioni presenti in tutto il lavoro – cinque grandi artisti che sono Andrea Pazienza, Massimo Mattioli, Stefano Tamburini, Tanino Liberatore e Filippo Scozzari…parla di disegnatori e non solo…ci sono sottili e meno sfacciati riferimenti a Fellini, Frida Kahlo, Pier Vittorio Tondelli e a tutto quel periodo in cui politica, arte e vita quotidiana erano un tutt’uno…per l’Italia, ma soprattutto per gli Italiani. Un disco difficile, ben lontano dalle matrici pop dei grandi network, ben lontano dai ritornelli ripetitivi e da stornelli facili da ricordare. Un lavoro intenso da consumare decine e decine di volte con la dovuta attenzione. L’avvertenza è di non dare alle parole un immaginario troppo fantastico e onirico…la metafora e il design letterario di Cantini è egregiamente misurato per l’intento di significare qualcosa di preciso. Un disco da studiare…anche prima sui libri di storia e poi tra le note impresse a fuoco nelle canzoni. In rete il bellissimo video ufficiale del singolo “Pazienza”, ovviamente dedicato ad Andrea Pazienza e ai suoi ultimi periodi di vita, “all’esilio” in terra italiana di ritorno dopo la parentesi brasiliana…e poi la droga…e poi i suoi funerali…nel video anche l’attore Sergio Vastano, il fotografo Sergio Giraldi, e i disegnatori Sergio Staino e Stefano Disegni. Ascoltare oggi il disco di Marco Cantini…sinceramente mi spinge a riflettere a quel che è accaduto ieri. In fondo esiste ed è ancora in piena salute la grande canzone d’autore italiana…

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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