misero 1

Misero Spettacolo: porci, pecore e pirati…

Ecco il nuovo disco del progetto cantautorale di Beppe Tranquillino dal titolo “Porci, Pecore e Pirati”. Il Misero Spettacolo scende in campo con 14 nuovi inediti che sviluppano e interpretano il pensiero pasoliniano.

Il Misero Spettacolo non si fa pregare nella polemica quanto nella spigolosa disamina sociale. Questa volta il capobanda Beppe Tranquillino attinge direttamente dai pensieri pasoliniani, da opere come “Petrolio” e da quel certo filone di pensiero che ancora oggi risulta attualissimo. Il mondo della grande comunicazione, del controllo di massa, di edonismo e manipolazione, di mode commerciali e vere e proprie campagne economiche. Ovviamente si parla di social e di quel certo modo di volerci omologare ad un basso livello culturale. Insomma, la canzone d’autore veste di nuovo panni partigiani e, grazie alla pungente penna del Misero Spettacolo, si fa musica per le orecchie di tutti. L’intervista per gli amici di Ventonuovo:

Un titolo simbolico. Cosa sta a significare di preciso?
Con il titolo “Porci, Pecore e Pirati” abbiamo cercato di sintetizzare il contenuto dell’intero nostro terzo disco: una sorta di ritratto cinico ed ironico dell’Italia e della società dei giorni nostri omaggiando tra le righe il pensiero pasoliniano che ci ha ispirato per i contenuti letterari del disco. Infatti le iniziali del nostro titolo corrispondono alle iniziali “PPP”, acronimo di Pier Paolo Pasolini; i porci e le pecore sono epiteti con i quali abbiamo appellato ferinamente, in stile orwelliano, alcuni dei componenti della nostra società che si distinguono per l’appunto dai pirati, portatori di idee libere corsare e gli unici che potrebbero ammutinare una nave prossima al naufragio. Poi ancora “porci” in omaggio al “Porcile” di Pasolini; “pecore” in omaggio a diversi articoli giornalistici dove lo stesso Pasolini identificava con l’animale in questione le vittime dell’omologazione culturale; “pirati” in omaggio ai suoi “Scritti Corsari” e tutte le sue altre opere letterarie, saggistiche e cinematografiche sempre eterodosse, rivoluzionarie e fuori da ogni coro.

Dietro le quinte di questo disco c’è l’Italia di oggi. C’è anche l’Italia di domani?
Purtroppo il mio profilo pessimista teme di sì. D’altra parte dipende solo da noi riconoscere il marcio nel nostro microcosmo, risanarlo e bonificarlo sfidando il marcio macrocosmico che tanto condanniamo. Il macrocosmo non è altro che un insieme di tanti microcosmi. E’ perciò logico credere che se riusciremo a cambiare e migliorare noi stessi, miglioreremo tutto ciò che ci circonda. Non è un’utopia. E’ logica.

E dal resto del mondo chi o cosa vi ha ispirati?
In realtà cerchiamo in qualche modo di lasciare aperte tutte le nostre porte della percezione affinchè le contaminazioni e le ispirazioni ci travolgano a 360° da tutti i fronti possibili. Viaggiare, conoscere persone e culture differenti, il cinema, la letteratura, la musica, la filosofia. Tutto ciò che in qualche modo muove e smuove le nostre corde, sollecita le nostre passioni, tutto è fonte di ispirazione. Le nostre ispirazioni le troviamo nella vita di tutti i giorni, in tutto ciò che facciamo e viviamo e pensiamo. In particolar modo, durante la lavorazione di questo disco, abbiamo trovato molto affine al pensiero pasoliniano e al nostro personale, gli scrittori e filosofi Huxley, Orwell e in un certo qual modo Camus. Perciò, per forza di cose istintivamente, molte delle loro opere hanno fatto parte del vasto universo che ci ha ispirato.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookGoogle Plus