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La BIT GENERATION secondo Lello Savonardo

Esce “Bit Generation” il nuovo disco di Lello Savonardo. Una poetica ispezione nel mondo delle nuove frontiere di comunicazione in un lavoro discografico di pop elettronico. Il video della title track del disco.

Ecco il nuovo disco di Lello Savonardo, esperto scientifico prima che artistico. Il tema è sempre lo stesso ma il modo di parlarne assume facce e colori assai diversi ma tutti estremamente complici tra loro e ben coniugati in un equilibrio che di scientifico ha ben poco. Parliamo dei new media ma, più che di questo, viene affrontato il loro utilizzo e le “nuove malattie” che si generano a fronte di un uso assai cattivo che viene consumato ogni giorno dai giovani e non solo. Mondo del lavoro, scuola, istituzioni e direi anche – a mio parere – il mondo della religione. Rapporti interpersonali manovrati ad arte con un telefonino. Grandi firme a corredo di questo disco, come Edoardo Bennato che co-firma due brani del disco, Ciccio Merolla, l’esperto mondiale di nuove comunicazioni Derrick de kerchhove e tanti altri. Insomma 13 tracce che si sviluppano in un pop leggero nelle fattura ma non nei contenuti, alternando un bel gusto per il mondo del digitale – come nel video di lancio “Bit Generation” che da proprio il titolo al disco – per arrivare a ballate più classiche della nostra tradizione come proprio nel brano “L’equilibrista” con Edoardo Bennato. Interessante anche l’andamento “portoghese” della bellissima “Parla parlami” con Ciccio Merolla.

Un nuovo disco. Che passaggio è per la sua carriera?
Io sono un cantautore sui generis. Insegno “Teorie e Tecniche della comunicazione” e “Comunicazione e Culture giovanili” presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e sono autore di numerosi saggi sull’universo giovanile e i linguaggi musicali, tra cui Sociologia della Musica. La costruzione sociale del suono, dalle tribù al digitale (Utet, 2010) che, nel 2014, è stato pubblicato in lingua francese in tutto il mondo francofono da Academia/L’Harmattan. In qualità di sociologo della musica, ho promosso, nelle università italiane, numerose iniziative culturali sui linguaggi della creatività con artisti come Jovanotti, Ligabue, Lucio Dalla, Edoardo Bennato, Alex Britti, Subsonica, Franco Battiato, Carmen Consoli, Piero Pelù, 99Posse, Almamegretta, Planet Funk, Roy Paci, Rocco Hunt etc. I miei interessi scientifici sposano da sempre la mia passione per la musica. In qualità di cantautore, ho all’attivo numerosi concerti, collaborazioni con artisti e musicisti di rilievo nazionale, la pubblicazione del mio primo disco dal titolo “Savonardo” e riconoscimenti prestigiosi, tra cui il Premio Lunezia che, nella stessa edizione, ha visto la partecipazione anche di Fernanda Pivano e Fabrizio De Andrè. Il mio ritorno alla musica “attiva” è una sfida ma anche un progetto culturale, che si esprime attraverso suoni ed emozioni. Dopo l’omonimo libro (FrancoAngeli, 2013), il ciclo di seminari all’Università di Napoli (con Jovanotti, Roy Paci etc.) e il programma radiofonico (su F2 RadioLab dell’Ateneo Federico II), oggi Bit Generation è anche un un concept album. Un’opera collettiva e cross mediale che vede la partecipazione di artisti come Edoardo Bennato, che firma il testo de “L’Equilibrista” e suona l’armonica in due brani, ma anche del celebre studioso dei media digitali come Derrick de Kerckhove che recita alcuni versi nel brano “Always on”.

Lei fa parte di questa “Bit Generation”?
Le mie canzoni raccontano la Bit Generation che si nutre e si esprime attraverso la software culture. Sempre connessi, always on, attraverso i nuovi strumenti interattivi le nuove generazioni comunicano, si esprimono e danno vita a linguaggi creativi e produzioni culturali inedite. Le tecnologie influenzano le forme di socializzazione e di comunicazione. La Bit Generation è un’espressione ti tali processi e mutamenti, sociali, culturali e tecnologici. Il disco, attraverso suoni ed emozioni, racconta questa generazione, ma anche la mia, che è ormai, sempre di più, immersa nei new media, così come i nativi digitali.

Nel futuro che Generazione ci sarà?
Viviamo nel flusso, in un costante mutamento, in continuo divenire. Siamo sempre in transito. In viaggio permanente. Le generazioni future vivranno interpretando i segnali del mutamento e creando nuovi linguaggi.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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