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“Uomo Nuovo” è il titolo del nuovo disco degli Alba Caduca

Uomo Nuovo” è il titolo del nuovo disco degli Alba Caduca.
Il gruppo è attivo dalla metà degli anni 2000 ed ha alle spalle già tre dischi autoprodotti che hanno riscontrato ottimi pareri dai critici specializzati ed anche passaggi su diverse emittenti locali e nazionali.
Dalla loro anche un’intensa attività live: hanno infatti partecipato a rassegne e concorsi, suonando in locali, club e festival ed aprendo anche concerti di gruppi quali Modena City Ramblers e Motel Connection.
Sono sempre stati apprezzati per la loro proposta musicale originale ed un sound accattivante: il loro ultimo lavoro discografico “Uomo nuovo” mantiene le caratteristiche che li hanno portati a diventare una realtà del rock nostrano, ma si segnala per una sperimentazione più accentuata rispetto ai precedenti dischi.
Al centro delle tematiche trattate l’uomo con le sue varie vicende di vita, in bilico fra aspirazioni e fallimenti, paure ma anche rivalse.
Chi non coltiva sogni?
Quanto poi le proprie attese a volte vengono smentite dalla realtà?
La collaborazione di Matteo Dainese (Ulan Bator, Il Cane) ha certamente aiutato gli Alba Caduca a cercare nuove strade: le dieci canzoni che compongono “Uomo Nuovo” sono già pronte per essere suonate live, da sempre la situazione in cui la band esprime al massimo tutto il suo potenziale.
Il disco è di quelli belli tirati e, a nostro giudizio, uno dei più interessanti ascoltati negli ultimi tempi: il mix fra rock ed elettronica è veramente riuscito.
Si apre con due brani dalla grande energia, “Vivo” e “NQO”( dedicata a tutte le vittime della violenza di stato).
Si passa poi alle due tracce più interessanti , “Aniel” ed “Exodant (Come un uomo sulla terra)”.
Quest’ultima fotografa bene lo spirito di sperimentazione che aleggia in “Uomo Nuovo”: la voce di Massimo Dubini si erge a protagonista e si esalta nelle atmosfere electro-rock del pezzo.
“Buco di pietra” è un altro degli episodi più riusciti ed insieme a “No man’s land” è l’esempio del giusto equilibrio raggiunto dalla band nella sua ricerca sonora in bilico fra gli anni’80 ed i ’90.
“Scarti di stelle” si apre con la chitarra acustica ed è uno dei pochi momenti in cui l’atmosfera si fa più rarefatta.
“Prenderti mai” parte piano e poi vive di continui cambi di ritmo fino al potente finale.
L’ascolto si avvicina alla fine, ma c’è ancora spazio per le sorprese con “Vado in fa” e la conclusiva “Non ti basta”, inframmezzate dalla già citata “Non man’s land”.
Proprio “Non ti basta” chiude come meglio non si poteva un lavoro decisamente riuscito: la maturità artistica degli Alba Caduca? Sicuramente questo è un disco che li porterà lontano .
Siamo veramente curiosi di vedere quali saranno i loro prossimi passi in un cammino che con “Uomo Nuovo” ha compiuto un grande passo in avanti.
Se volete maggiori informazioni sugli Alba Caduca:
www.albacaduca.it
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Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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