Vinitaly and the City, la street wine solution di un Fuori Salone da bere

di Elena Sparacino

Si è chiusa stasera, col concerto a sorpresa dei veronesi Sonohra, la soluzione più romantica di tutto il Vinitaly 2015. La denominazione “Vinitaly and The City” non solo ammicca palesemente all’idea di glamour, ma offre anche uno scenario ancora inedito per la città di Giulietta: quest’anno il Salone Internazionale del Vino e dei Distillati si è affiancato di un festoso evento serale nel cuore di Verona rivolto a tutti i wine lovers. Giunta alla sua terza edizione, infatti, per la prima volta l’iniziativa – grazie alla collaborazione del Comune di Verona – si è spostata all’aria aperta, animando il centro della città. I luoghi sono tre delle più caratteristiche piazze medioevali veronesi: Piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale. Dotato di un itinerario enogastronomico d’eccellenza attraverso le specialità della nostra tradizione, l’evento è stato sviluppato in quattro serate (da venerdì 20 a lunedì 23 marzo, 18.00 – 23.00) all’insegna del buon gusto, per abbracciare gli oltre 150.000 visitatori della manifestazione – oltre che turisti e curiosi nelle vie del centro.

Del resto, una giornata al Vinitaly in fiera costa 60 euro (55 se si acquista il biglietto on line), mentre l’abbonamento per l’intera rassegna cento euro (col 10% di sconto sul web). Un prezzo comprensibile se lo si considera una garanzia per il decoro, ma comunque da molti semplici appassionati ritenuto eccessivamente alto per il visitatore medio. E allora? vinitaly-and-the-city_doubleEcco che scatta la soluzione collaterale per godere dell’atmosfera del Salone! La formula, giovane e accattivante, prevede l’ingresso alle degustazioni nelle piazze con un biglietto di soli € 10. Con il Biglietto degustazioni si ha diritto a 3 degustazioni a scelta tra cibo o vino (uno per ciascuna delle tre piazze coinvolte) e a un calice Zafferano in omaggio, più una puntatina “special guest” al Palazzo della Gran Guardia.

“Il Vinitaly non dorme mai”, per citare L’Arena, quotidiano locale che ha seguito i diversi “stappi” del serale, da quello dei “clienti zero” per un brindisi di Durello a quello del ministro per le politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina. «Felice che si sia cominciato così», ha commentato l’organizzatrice Manuela Popolizio, «con un vino simbolo di Verona e dei veronesi». Una contro-rassegna dedicata più agli amatori che agli operatori del settore; che, se da una parte ha avuto l’onore di “prolungare” Vinitaly, emerge come una zona franca dove il consumatore può dialogare con sommelier e produttori, cogliendo l’occasione di degustare consapevolmente – al prezzo di un aperitivo – le oltre trecento etichette shapeimage_3(dal Custoza al Bardolino, ma anche cantine trentine, calabresi e spagnole). Non sono mancate le specialità gastronomiche proposte in abbinamento ai vini, selezionate nell’ottica della valorizzazione dei piccoli produttori, veri e propri artigiani del gusto.

L’accortezza di Vinitaly nell’uscire dal quartiere fieristico per incontrare gli eno-appassionati non è passata inosservata, e stata dunque promossa a pieni voti da cittadini e visitatori. Camminando per le vie della città, è stato impossibile non lasciarsi coinvolgere dal clima di festa imperante all’ombra dell’Arena, fatto di musiche, vociare e invasione di purpurei porta calici appesi al collo della stragrande maggioranza dei passanti. Ma non solo: l’estrema cura dedicata alle degustazioni finiva col catturare il semplice consumatore, catalizzando gli interessi (anche dei meno esperti) su quali fossero le effettive proprietà intrinseche ed estrinseche dei pregiati nettari. Grazie inoltre al Consorzio del vino Durello, è stato possibile allestire un’ampia area sparkling, che offrisse ai visitatori l’opportunità di degustare questo “spumante giovane, alternativo e dal carattere vulcanico”.

Tra i risvolti cittadini a tutto tondo, rientra senza dubbio anche il “tutto esaurito” che ha riempito di gioia il cuore e le bisacce dei ristoratori (difficilissimo trovare posto a sedere con meno di un’ora di attesa, il sabato sera) ma soprattutto degli albergatori; stando ai dati raccolti dall’Osservatorio Trivago, la quota degli hotel al completo tra sabato e mercoledì ha raggiunto il 92%, con picchi di incremento dei prezzi fino al 98% rispetto alla media dell’intero mese di marzo. Per intenderci, per prenotazioni last-minute una camera doppia standard è arrivata a costare in media 235 euro a notte (rispetto ai 119 euro di consuetudine); sono stati comunque i primissimi giorni della rassegna quelli potenzialmente più dispendiosi, con un picco del prezzo medio fino a 308 euro per la notte di domenica.

Elena Sparacino

Ci fu un tempo in cui voleva fare la giornalista; poi ha capito che quello che in realtà voleva fare era scrivere, che è una cosa diversa. Laureata in Comunicazione, ama amare le cose: soprattutto, ama il teatro su e giù dal palco, ama l’enogastronomia, ama l’arte, ama viaggiare, ama conoscere, e ama farsi contraddire scoprendo e condividendo nuovi punti di vista. «O' capisti? Qualunque cosa farai, amala, come amavi la cabina del Paradiso quando eri picciriddu»: per Vento Nuovo si occupa di cinema e spettacolo, con inevitabili incursioni digitali e gastronomiche.

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