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Imperdibile, domenica 15 aprile, l’ultimo spettacolo del festival La cultura dei legami: «Il vangelo secondo Antonio», della compagnia Scena Verticale, a Pescara all’Auditorium Petruzzi

Imperdibile, domenica 15 aprile, l’ultimo spettacolo del festival La cultura dei legami: «Il vangelo secondo Antonio», della compagnia Scena Verticale.

È da non perdere l’ultimo spettacolo del festival «La cultura dei legami», ideato e diretto da Edoardo Oliva del Teatro Immediato. L’appuntamento è per domenica 15 aprile alle 18 all’Auditorium Petruzzi di Pescara, col pluripremiato spettacolo «Il vangelo secondo Antonio», messo in scena da una delle compagnie teatrali italiane ed europee più blasonate, che ogni anno organizza l’altrettanto prestigiosa «Primavera dei Teatri»: parliamo di Scena Verticale.

«Il vangelo secondo Antonio» è scritto e diretto da Dario De Luca, che ne è anche attore insieme a Matilde Piana, Dario De Luca e Davide Fasano.

Ha vinto il primo premio per la migliore regia al «Premio per il Teatro e la Drammaturgia Tragos», nel 2017, e il premio Fersen alla drammaturgia nello stesso anno.

La trama. Don Antonio, parroco di una piccola comunità, vicario generale del vescovo, si ammala di Alzheimer. Al suo fianco la sorella, devota perpetua dal carattere rude e un giovane e candido diacono.

La malattia colpirà la mente brillante di questo sacerdote e nulla sarà più come prima: i congiunti si muoveranno a tentoni in un terreno per loro sconosciuto, con rabbia, insofferenza e shock.

Don Antonio, entrato nella nebbia, inizierà a perdere tutti i riferimenti pregressi della sua vita, ma allaccerà un rapporto nuovo e singolare con Cristo che porterà avanti anche quando, alla fine, si sarà dimenticato della malattia stessa.

Dimenticare di dimenticarsi può essere comunque un punto di arrivo, un ultimo approdo verso la propria interiorità. Perché il racconto della malattia, condito dall’involontaria comicità che si porta dietro, è anche il pretesto per riflettere sulla fede e sul senso religioso che ognuno di noi, volente o nolente, ha dentro di sé.

In Italia il tabù della demenza è ancora un macigno, un qualcosa che si nasconde dietro giri di parole. A più di cent’anni dalla scoperta del morbo si fa fatica ad abituarsi all’idea che tanto non c’è cura, che tanto non ci sono vere e proprie terapie.

In Italia i malati sono più di un milione. A tutti loro, e alle loro famiglie, questo spettacolo è dedicato.

Dopo lo spettacolo ci sarà un incontro con gli artisti a cura di Paolo Verlengia.

Biglietti: Intero € 12 – Ridotto € 10.

Si consiglia la prenotazione al 3336530249.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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