I ritratti di Donna Stevens e gli effetti della tv sui bambini

Nella cultura dell’italiano medio la televisione ha un ruolo fondamentale, questo si sa. Strumento di alfabetizzazione negli anni ’60 grazie ad Alberto Manzi, mamma televisione (un tempo “mamma RAI”) rientra tra gli elettrodomestici indispensabili in casa, fino al punto di averne una per stanza. Il bagno e i disimpegni sembrano essere gli unici luoghi in cui risulta difficile trovare un televisore ma solo perchè sono luoghi di passaggio. Come un’amica sempre pronta ad avere una parola di conforto, la possiamo trovare nelle sale d’attesa, nei pub, nei ristoranti, sugli autobus, in tasca, installata sottoforma di app su ogni smartphone. Generazioni intere sono cresciute con la tv che ha fatto da baby-sitter, tenendo occupati mente e corpo con programmi per tutte le età. Ma è davvero un buon metodo per tenere impegnati i bambini?

La fotografa Donna Stevens non condivide l’idea di lasciare che la tv faccia da badante e ha deciso di sensibilizzare le persone con una serie di ritratti che mostrano le espressioni di bambini lasciati a guardare la tv. Il progetto, dal titolo Idiot Box, vuole richiamare l’attenzione sull’uso elevato della tv da parte dei bambini americani (circa 24 ore alla settimana) mostrando i volti inespressivi e gli sguardi vitrei di fanciulli intenti a fissare un monitor. Ignari di essere immortalati dalla fotografa newyorkese, i bambini mostrano tutti gli stessi sintomi: sguardo fisso e assente, espressione inebetita, totale coinvolgimento. L’allarme lanciato dall’artista non riguarda solo la televisione ma tutta la tecnologia che in qualche modo assorbe le energie dei bambini rendendoli spettatori passivi. Le immagini, tanto reali quanto drammatiche, rivelano il lato oscuro di qualcosa che all’apparenza sembra essere un passatempo innocente ma che in realtà nasconde delle conseguenze sconosciute e imprevedibili perchè frutto di un tempo recentissimo. «Dovremmo essere più attenti sul ruolo della tecnologia nella vita dei nostri figli? È fondata questa sorta di tecno-paranoia?»: poche e semplici le domande che la Stevens pone sul proprio sito web, lasciando all’osservatore gli strumenti e la possibilità di darsi una risposta.

 

donnastevens3

donnastevens4

donnastevens5

donnastevens6

Tiziano Manna

Credo nel cambiamento, nella qualità della vita e dei rapporti umani, nell'elevazione dello spirito. Penso esista sempre un'alternativa etica alle possibilità che si presentano ogni giorno. Per questo scrivo.

More Posts

Follow Me:
TwitterFacebook