Olivo Barbieri: in mostra al MAXXI fino al 15 novembre 2015

Olivo Barbieri non è semplicemente un fotografo. La fotografia, come lui stesso afferma, non gli interessa. La sua ricerca è tutta fondata sull’immagine, in senso strettamente percettivo. L’opera di Barbieri va sempre oltre lo scatto fotografico, lasciandosi alle spalle il potere dell’arte fotografica di documentare e raffigurare la realtà. Le oltre 100 opere in mostra al MAXXI offrono un percorso guidato negli anni che vanno dal 1978 al 2014, nelle quali l’artista sperimenta e approfondisce la sua personale ricerca, giocando con la capacità di vedere e interpretare ciò che ci circonda.

«Attraverso un uso sperimentale del mezzo e del linguaggio fotografico, Barbieri mette in crisi le consuete modalità di rappresentazione, aprendo la strada a nuove interpretazioni, il più delle volte sorprendenti: ciò che lo interessa non è riprodurre fedelmente e neanche spettacolarizzare il mondo, ma tradurre in narrazione, in racconto, la sua personale esperienze percettiva del visibile.»

L’itinerario della retrospettiva curata da Francesca Fabiani, è articolato in sette sezioni: VIAGGIO IN ITALIA (1980 – 1983), una delle esperienze più significative per l’aggiornamento della fotografia italiana e per la stessa idea di paesaggio; IMAGES (1977 – 2007), un catalogo completo delle (presunte) conquiste dell’uomo moderno diventate oramai reperti e resti che cadono a pezzi; ARTIFICIAL ILLUMINATIONS (1982 – 2014), lunghissime esposizioni alla luce artificiale, che rendono leggibile su pellicola ciò che a occhio nudo non è; CHINA (1989 – 2014), tracce di un progresso dalle proporzioni inquietanti; VIRTUAL TRUTHS (1996 – 2002), ricerca sull’ambiguità tra realtà e finzione attraverso la tecnica del fuoco selettivo; SITE SPECIFIC_ (2003 – 2013), visioni del pianeta a bassa quota; PARKS (2006 – 2014), controparte del progetto Site specific_ sui contesti naturali.

VIAGGIO IN ITALIA 1980 – 1983

VIAGGIO IN ITALIA 1980 – 1983

VIRTUAL TRUTHS 1996 – 2002

VIRTUAL TRUTHS 1996 – 2002

A partire dal progetto Virtual truths lo sfocato diventa un tratto distintivo e peculiare del lavoro di Barbieri, e non solo: dopo le sue innovative sperimentazioni il tilt-shift –  tecnica che permette di mettere a fuoco solo una parte dell’immagine, lasciando sfocato tutto il resto – entrerà a fare parte del linguaggio fotografico contemporaneo. Olivo Barbieri è un artista che ha anticipato in maniera analogica la rivoluzione digitale degli ultimi decenni, nella quale sono protagonisti computer e programmi di fotoritocco ma a differenza di quest’ultima, nel suo lavoro predomina un senso di verità dato dall’uso della pellicola che unito al racconto esperenziale, fa di queste immagini dei veri e propri manifesti d’attualità. Da non perdere.

 

Tiziano Manna

Credo nel cambiamento, nella qualità della vita e dei rapporti umani, nell'elevazione dello spirito. Penso esista sempre un'alternativa etica alle possibilità che si presentano ogni giorno. Per questo scrivo.

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